Non è soltanto un libro di ricette, ma un viaggio nella cultura alimentare di una delle aree considerate culla della Dieta Mediterranea. Con La dieta del Cilento (Mondadori; 372 pp.; € 14,50) Luciano Pignataro raccoglie e racconta un patrimonio gastronomico costruito nei secoli, fatto di prodotti locali, stagionalità, tecniche di conservazione e preparazioni tramandate nelle famiglie.

Il 16 e 17 ottobre prossimi, all’NH Milano Congress Centre di Assago, torna Spazio Nutrizione, giunto alla 17ª edizione.

Un nuovo possibile meccanismo biologico potrebbe contribuire a spiegare l’associazione osservata tra consumo di carne rossa e rischio di diabete di tipo 2. Al centro dell’attenzione c’è il N-glicolilneuraminico (Neu5Gc), uno zucchero presente soprattutto nelle carni dei mammiferi. Secondo i risultati preliminari di uno studio prospettico presentato al recente meeting annuale dell’European Association for the Study of Diabetes (Easd) a Milano, le persone con i consumi più elevati di Neu5Gc alimentare avrebbero un rischio di sviluppare diabete di tipo 2 superiore del 63% rispetto a quelle con i consumi più bassi.

Non basta più chiedersi quale flavonoide utilizzare. La domanda che sta emergendo nella ricerca è anche come riuscire a portarlo nel posto giusto, nella forma giusta e per il tempo necessario. È questa la prospettiva al centro di un lavoro pubblicato il 28 settembre su npj Science of Food, che analizza le potenzialità dei flavonoidi nano-incapsulati come approccio mirato, in particolare nelle malattie infiammatorie intestinali.

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