La niacina, una forma di vitamina B3, potrebbe rivelarsi in grado di contrastare la cachessia neoplastica, una sindrome multifattoriale caratterizzata dalla perdita progressiva di massa muscolare, con o senza perdita di massa grassa. L’indicazione giunge da uno studio coordinato dal gruppo di ricerca del dipartimento di Scienze cliniche e biologiche dell’Università di Torino che, su modello animale, ne ha dimostrato la capacità di migliorare lo stato dei mitocondri, contrastare l'atrofia muscolare e le alterazioni del metabolismo energetico. La ricerca, coordinata da Fabio Penna, del dipartimento di Scienze cliniche e biologiche dell’Università di Torino, è stata pubblicata su Nature Communications.
La concentrazione sierica di selenio potrebbe essere considerata uno dei fattori che influenzano la comparsa di sindrome metabolica (Mets) nella donna, secondo uno studio pubblicato di recente su Aging.
L’aminoacido glicina potrebbe essere uno degli elementi chiave nella regolazione del tono dell’umore, secondo quanto emerso da un recente lavoro pubblicato su Science da un gruppo di ricercatori dell’Università della Florida.
Chi consuma abitualmente prugne, frutti ricchi di composti bioattivi, ne ha un vantaggio sul profilo lipidico? La domanda è lecita dal momento che le prugne presentano le caratteristiche peculiari di un functional food: contengono nutrienti essenziali e forniscono anche diversi micronutrienti (tiamina, riboflavina, piridossina, acido ascorbico, retinolo, γ-tocoferolo, potassio, sodio, calcio, ferro, rame, magnesio, fosforo e selenio) e agenti antiossidanti (sostanze fitochimiche come acidi fenolici e flavonoli).