La carenza di vitamina D non solo è un fattore di rischio per l’infezione da Covid-19, ma si correla anche con il cosiddetto long-Covid, condizione che si manifesta una volta che il paziente è guarito e che può essere presente a circa tre mesi dalla fase acuta fin nel 50-70% dei pazienti. A evidenziarlo, un recente studio pubblicato su The journal of clinical endocrinology & metabolism, coordinato da Andrea Giustina, primario dell’Unità di Endocrinologia dell’irccs Ospedale San Raffaele di Milano.

Dolore, diarrea, meteorismo, flatulenza. Sono questi i sintomi più comuni e fastidiosi in caso di intestino irritabile. Per ogni disturbo o patologia ci possono essere regimi alimentari più appropriati o accortezze, da seguire anche per tutta la vita, insieme alle terapie farmacologiche.

I semi di lino sono considerati alimento funzionale grazie all’elevato contenuto di acido alfa-linolenico, lignani e fibre alimentari. In particolare, il contenuto lipidico è di circa il 73%, di cui il 32-45% è alfa-linolenico.

Piatto tradizionale in Cina e in vari paesi del Sud-est asiatico, le meduse in Europa non sono ancora commercializzate per uso alimentare. Eppure, rappresentano una valida alternativa nutrizionale per la dieta umana: sono un’ottima fonte di proteine, povere di calorie e di grassi, contengono elementi preziosi come aminoacidi, magnesio e potassio, hanno proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. E possono essere anche molto golose, come dimostra European Jellyfish CookBook, Prime ricette a base di meduse in stile occidentale” edito da Cnr Edizioni e curato da Antonella Leone dell’Istituto di scienze delle produzioni alimentari (Ispa) del Consiglio nazionale delle ricerche di Lecce nell’ambito del progetto europeo “GoJelly”.

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