In collaborazione con Pharmanutra

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono oggigiorno un problema internazionale a causa di abitudini e stili di vita errati che hanno preso piede negli ultimi decenni nella società odierna. Sono delle vere e proprie patologie caratterizzate da un’alterazione delle abitudini alimentari e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e per le forma del corpo.

Perché si nota una sproporzione eccessiva tra la parte superiore e quella inferiore del corpo? Perché pur stando a dieta o mangiando pochissimo non si dimagrisce? Perché se si perde peso avviene solo nella parte superiore del corpo?

La creatina, un acido organico ottenuto dalla dieta (principalmente dalla carne rossa e dai frutti di mare) o sintetizzato endogenamente nel fegato, nei reni e nel cervello svolge un ruolo chiave nella bioenergetica cerebrale. La fosfocreatina e l'adenosina difosfato vengono, infatti, convertite in creatina e adenosina trifosfato (Atp) più velocemente della fosforilazione ossidativa e dei processi glicolitici. Dal momento che una sua integrazione aumenta il contenuto di creatina nel cervello e il rapporto tra fosfocreatina e Atp, c’è da diversi anni grande interesse sugli effetti neurocomportamentali e fisiologici della supplementazione. 

Si è concluso nei giorni scorsi a Rimini il VI Meeting nazionale Pazienti e Famiglie Fabry, organizzato annualmente dall’Associazione italiana Anderson-Fabry. Tra gli argomenti chiave di quest’anno, l’importanza dell’alimentazione nella gestione della patologia.

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