L’olio d’oliva è associato a un minore rischio di mortalità per tumore

13 Maggio 2024

Il consumo di olio d'oliva si correla a un’importante riduzione della mortalità non solo per le malattie cardiovascolari, ma anche per i tumori. Questi i risultati di uno studio condotto dalla Piattaforma congiunta Fondazione Umberto Veronesi- Irccs Neuromed di Pozzilli (Is), in collaborazione con la Clinica mediterranea Cardiocentro di Napoli e l'Università Lum "Giuseppe Degennaro" di Casamassima (Ba). La ricerca, pubblicata sull’European journal of clinical nutrition, ha analizzato i dati di quasi 23 mila adulti italiani, uomini e donne, partecipanti allo studio epidemiologico Moli-sani, seguiti per oltre 12 anni.  Per tutti loro erano disponibili dettagliate informazioni sui consumi alimentari.

“I risultati dello studio confermano il beneficio del consumo regolare di olio d’oliva per la salute cardiovascolare che è associato alla riduzione di un quarto dei decessi dovuti a patologie cardiovascolari”, spiega Marialaura Bonaccio, co-principal investigator della Piattaforma congiunta. “Il dato, però, più interessante è che, rispetto a un consumo inferiore a un cucchiaio e mezzo, il consumo quotidiano di olio di oliva in quantità uguali o superiori a 3 cucchiai da tavola, ovvero circa 30 gr/die, è associato a una analoga riduzione, pari al 23%, del rischio di mortalità per tumore”.

Così Maria Benedetta Donati, principal investigator della Piattaforma congiunta: “Sono dati che suggeriscono ipotesi molto interessanti. Infatti, la riduzione di mortalità per tumore appare spiegata, seppure parzialmente, da un miglioramento del profilo di alcuni fattori di rischio tipicamente legati alle patologie cardiovascolari. È un’ipotesi che affascina molti ricercatori: malattie croniche diverse, come, per esempio tumori e infarto del cuore, potrebbero condividere gli stessi fattori di rischio e gli stessi meccanismi molecolari. In altri termini, esisterebbe un terreno comune, o common soil nella formulazione inglese, da cui si originano queste patologie. Certamente, saranno necessari ulteriori approfondimenti per chiarire i meccanismi in gioco. Ma questi risultati evidenziano ancora una volta l'importanza di integrare l'olio d'oliva, un elemento centrale della dieta mediterranea, nelle nostre abitudini alimentari quotidiane”.

Conclude Emilia Ruggiero, primo autore dello studio e ricercatrice finanziata da Fondazione Umberto Veronesi Ets presso il dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’Irccs Neuromed: “I benefici del consumo di olio di oliva sono ampiamente documentati in letteratura, soprattutto in relazione alla salute cardiovascolare. Tuttavia, si sa ancora poco sugli effetti dell’olio di oliva in relazione ai tumori e la maggior parte dei dati disponibili proviene da popolazioni non mediterranee. Ecco perché abbiamo voluto indagare il ruolo di questo alimento cardine della dieta mediterranea anche in relazione alla mortalità per tumore, utilizzando i dati raccolti dallo studio Moli-sani, una delle coorti di popolazione più grandi d’Europa”. (n.m.)

 

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