L’Indice di massa corporea inganna e, dopo mezzo secolo, cambiano nelle linee guida americane i criteri per misurare il grasso in eccesso. Considerato da decenni fattore determinante per stabilire se una persona è entro i limiti del peso normale od obesa, il Bmi non sarà più usato dai medici statunitensi come unico criterio perché responsabile di enormi errori, in quanto non tiene conto delle differenze di genere nella distribuzione e nella percentuale del grasso corporeo, oltre che dell’età e dell’etnia.
L’integrazione di vitamina D aiuta a ridurre il rischio cardiovascolare negli over 60. A suggerirlo, uno studio randomizzato e in doppio cieco pubblicato di recente sul British medical journal, il più ampio finora condotto nel suo genere.
Per perdere peso, digiuno intermittente o dieta contacalorie garantiscono la stessa efficacia, offrendo così più opzioni per raggiungere l’obiettivo, a patto di affidarsi a un professionista esperto di nutrizione. Queste le conclusioni di uno studio condotto da ricercatori dell'Università dell'Illinois e pubblicato di recente su Annals of internal medicine.
In occasione di “Gourmeet – Multidisciplinarità a confronto per le persone con tumore della vescica”, evento organizzato da Pharmalex, con il contributo non condizionato di Astellas e il patrocinio di Siuro (Società italiana di uro-oncologia), Aiom (Associazione italiana oncologia medica), Palinuro (Pazienti liberi dalle neoplasie uroteliali) e Siu (Società italiana di urologia), è stato presentato nei giorni scorsi a Roma, il ricettario “Gli ingredienti della salute”, con piatti e consigli nutrizionali per una corretta e sana alimentazione dei pazienti durante il periodo di cura.