L’emicrania è un disturbo neurovascolare che colpisce, nel mondo, il 6% della popolazione maschile e il 18 di quella femminile. Diverse le ipotesi eziopatogenetiche chiamate in causa dagli esperti, dalla mutazione del gene Mthfr, a livelli anomali di vitamina D, dalla produzione di agenti infiammatori attorno ai nervi e al liquido cerebrospinale. E, ancora, bassi livelli di serotonina, aumento del peptide correlato al gene della calcitonina (Cgrp), alterazioni dei livelli di metalloproteinasi 9 (Mmp-9), omocisteina e ossido nitrico (NO), disfunzione mitocondriale e riduzione del livello di enzimi metabolici. Inoltre, un'alta percentuale di pazienti ha carenze di CoQ10, riboflavina, magnesio e acido folico. Questi i motivi che spingono la ricerca clinica a valutare l’efficacia, in prevenzione, supporto o terapia, di un nutraceutico. Nuovi approcci oggi includono l'uso di composti nutritivi come magnesio, CoQ10, Ala, L-carnitina e vitamine (B2, B3, B12 e D), che hanno tutti effetti collaterali minimi.

Pubblicata su Nutrients una review che ha analizzato nel dettaglio l’effetto di acidi grassi omega-3, vitamine A, B12, C, D, selenio, curcuma e flavonoidi nel trattamento delle patologie oculari, con particolare attenzione alla cosiddetta sindrome dell’occhio secco. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Giannaccare, docente di Oftalmologia all’ Università Magna Graecia di Catanzaro e coordinatore dello studio.

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