La rilevanza delle proteine nell’ambito della nutrizione è notevole, sia perché esse svolgono molteplici funzioni, rese possibili dalla loro proprietà di assumere forme molecolari specifiche, sia per il fatto che l’assunzione di quantità e qualità diverse può condizionare fortemente il nostro metabolismo, la nostra salute, il vigore fisico e il benessere dell’organismo.
Presentata lo scorso gennaio da Ehpm, la Federazione europea che rappresenta il settore degli integratori alimentari, una proposta di revisione dei criteri continentali di valutazione per l’attribuzione di claim salutistici ai prodotti contenenti estratti vegetali, i cosiddetti botanicals.
La pandemia in corso ha dato una spinta rilevante al mercato delle vitamine che, nel 2020, ha raggiunto un valore di 545,6 milioni di euro (valore prezzo al pubblico), in crescita del 22,1% rispetto all’anno precedente, secondo quanto comunicato in questi giorni da Iqvia, il provider globale di dati, analisi, consulenza e tecnologie innovative in ambito farmaceutico.
Una delle strade più battute quando si è alla ricerca di nuovi integratori alimentari è quella di “sconfinare” nelle tradizioni orientali e attingere dalla loro cultura medica. Ed è così che se si studia l'antica pratica della medicina ayurvedica ci si imbatte nello shilajit, una sostanza che sta spopolando, secondo le cronache, tra le star di Hollywood piuttosto che tra gli emiri di Dubai, ignota però ai più.