Il ricorso a un approccio nutraceutico nella gestione delle dislipidemie va affermandosi sempre più nella pratica clinica quotidiana. Il successo del risultato, però, non dipende solo dal principio attivo e dal dosaggio, ma anche dalla corretta formulazione del prodotto. Ecco allora che un gruppo di esperti della Società italiana formulatori in nutraceutica (Sifnut) ha preso in esame, su Nutrients, i dati oggi disponibili su alcuni dei nutraceutici più ampiamente diffusi in prevenzione cardiovascolare, evidenziandone la biodisponibilità e le strategie formulative più adatte. Ne parliamo con Alessandro Colletti, dipartimento di Scienza e Tecnologia del farmaco, Università degli Studi di Torino.

Gli esperti lanciano l'allarme sulle carenze di micronutrienti nella popolazione mondiale. Il segnale è scattato dopo la pubblicazione su The Lancet Global Health di uno studio condotto dalla Global alliance for improved nutrition (Gain) e dal Micronutrient forum (Mnf) che, sulla base di un’analisi condotta su dati ufficiali provenienti dalle più diverse aree geografiche, ha evidenziato come oltre la metà dei bambini in età prescolare (6-59 mesi) e oltre i due terzi delle donne in età riproduttiva (15-49 anni) in tutto il mondo presentino una carenza di micronutrienti. Gravi i rischi conseguenti, secondo gli Autori: sistema immunitario compromesso, sviluppo fisico e cognitivo condizionati nei bambini, aumento del rischio di diabete e malattie cardiache.

Il Centro nacional de investigaciones oncológicas (Cnoi) di Madrid ha dato appuntamento, la scorsa fine di ottobre, ad alcuni dei più autorevoli scienziati internazionali per discute di cancro e alimentazione. Tra le sfide della ricerca di questi ultimi anni, infatti, c’è non soltanto l’individuazione di interventi nutrizionali a scopo preventivo, ma anche il comprendere se l’alimentazione possa rappresentare un utile supporto terapeutico.

In collaborazione con Pharmanutra

Molte malattie gastrointestinali sono causa di carenza di ferro (sideropenia), che se non corretta può facilmente portare ad anemia da carenza di ferro. L’epidemiologia della carenza di ferro in gastroenterologia si riscontra nel 10-15% dei soggetti affetti da celiachia, questa percentuale sale al 50% dei soggetti sottoposti a chirurgia bariatrica, mentre la sideropenia si riscontra in un range ampio (36-76%) nei soggetti con malattie infiammatorie intestinali (IBD).

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