Come promuovere un invecchiamento attivo e in salute attraverso una dieta corretta ed equilibrata. Da questo obiettivo nasce Nutrients and Nutraceuticals for Active & Healthy Ageing (M.S Nabavi, G. D’Onofrio, F.S Nabavi, 208 €, 289 pp.), volume dedicato ai processi di senescenza e al ruolo di nutrienti e nutraceutici nell’azione di contrasto. Scritto da esperti di spicco, il libro descrive i vari fenotipi dell'invecchiamento e le malattie legate all'età, con una disamina molto dettagliata dello stato nutrizionale degli anziani e dei vari fattori epidemiologici che lo influenzano. Tra i diversi capitoli da segnalare, il ruolo delle fibre alimentari nell'invecchiamento e i benefici dei polifenoli nella protezione contro il cancro.

Erano i primi mesi del 2019 quando le cronache hanno cominciato a riportare una serie di casi di epatotossicità legati al consumo di prodotti a base di curcumina. A fare il bilancio di quanto accaduto, dell’attività di fitovigilanza e dei risultati delle analisi chimiche dei prodotti sospetti, un articolo pubblicato recentemente sugli Annali dell’Istituto superiore di sanità (Iss). A riferircene, Francesca Menniti e Ilaria Ippoliti, dell’Unità di Farmacoepidemiologia e Farmacovigilanza presso il Centro nazionale per la ricerca e la valutazione dei farmaci dell’Iss.

Un recente studio dell’Istituto Mario Negri di Milano ha evidenziato come oltre l'80% delle pubblicità di alimenti trasmesse nel nostro Paese nei programmi rivolti ai più piccoli non corrisponda alle linee guida europee. L'analisi, condotta tra ottobre 2016 e gennaio 2017, ha preso in esame 180 ore di programmi televisivi da sei dei canali italiani più seguiti dai bambini. Ne abbiamo parlato con Silvano Gallus, epidemiologo, direttore del laboratorio di Epidemiologia degli stili di vita al Mario Negri e prima firma dello studio pubblicato di recente su Public health and nutrition.

Negli ultimi decenni, la prevalenza di malattie allergiche è aumentata in modo significativo in tutto il mondo. Il motivo sembra, tra l’altro, legato alle nuove abitudini alimentari che vedono prevalere alti consumi di acidi grassi omega-6 rispetto agli omega-3, insieme alla riduzione del consumo di vegetali e cibi freschi contenenti antiossidanti come le vitamine A, C ed E.

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